October 4, 2018

L'Associazione Eumeswil: Studi in onore di Jünger

A Firenze incontri, viaggi e rappresentazione in onore dello scrittore


Nell’universo delle associazioni italiane si cela, di fatto, un pluriverso di progetti meritori, talora, purtroppo, poco noti al grande pubblico. Encomiabile, a tal proposito, è l’ormai più cheventennale attività dell’Associazione Eumeswil, sorta a Firenze con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile del poliedrico scrittore tedesco Ernst Jünger. Già, lo stile. Perché, se l’esistenza si svolge su diversi piani del reale, una fondazione estetica della vita rimane indispensabile anche all’uomo postmoderno, per quanto costui tenda a dimenticarlo. Lo stile di Eumeswil – che, come ricorda l’Associazione, è fatto di Cultura, Tradizione e Rettitudine – si è sempre dipanato in una molteplicità d’iniziative: cicli di conferenze, incontri culturali, pubblicazione degli omonimi Annali, viaggi anticonformisti. Celebri personaggi della cultura italiana hanno preso parte a queste iniziative: fra gli altri, Domenico Conte, Giampiero Moretti, Marcello Veneziani, Gianfranco de Turris, Giuliano Boccali, Giuseppe Lippi. Il ciclo di incontri di quest’anno è dedicato al tema della fedeltà e alle sue diverse possibili declinazioni: fedeltà nei rapporti interpersonali, fedeltà alla propria storia, fedeltà alla bellezza.

Ad aprire l’evento, giovedì 11 ottobre alle ore 18, presso la sede dell’Associazione (Via Scipione Ammirato 43, Firenze), un intervento dello scrivente, in dialogo con Andrea Scarabelli (direttore della collana editoriale«L’Archeometro», per Bietti).
Al centro dell’incontro, alcuni sconfinamenti e variazioni sul tema della fedeltà: si parlerà – lambendo l’opera jüngeriana con note a margine di classici del pensiero filosofico, tradizionale erivoluzionario-conservatore – di “fedeltà alla terra” e ascolto del demone interiore. Mostrando come l’apertura verticale alla storia (confronto con il passato e sete di futuro) e quella orizzontale al mondo (incontro on l’Altro)si muovano entroun reticolo d’interferenze inestricabile. Trascendenza e immanenza, storia e sovrastoria, spirito e materia sono intimamente coimplicati. Lo sapeva bene Ernst Jünger: «L'eterno non ci è estraneo. Noi proveniamo da esso e andiamo verso di esso: ciaccompagna lungo il viaggio come un unico bagaglio, che non può essere perduto. Gettaun'ombra su di noi, quando noi soffriamo, e dona vita, quando la sua luce ci tocca». Avvicinarsi a questa luce, è un cammino arduo e irto di difficoltà. Non solitario, fortunatamente, grazie a compagni di viaggio come quelli di Eumeswil.

Luca Siniscalco

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